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Documenti

circa

l’osteria e le porte del Cavallino

 

 

Descrizione delle terre e dei fabbricati 1658

 

Dai libri canonici della

parrocchia di S.Maria Elisabetta

1706 – 1877

 

Archivio di Stato di Venezia, Fondo mensa patriarcale, b.23

Quaderno segnato <<H 396 Divisione tra li beni Malipieri di Piave>>

 

 

Laus Deo 1658 adì 12 maggio

 

Stime fatte da me Francesco Fontana ministerial de palazzo delli beni posti (…) al Cavalino (…) al presente possessi dalla sig.ra Franceschina Malipiero e pertegatti con la mia assistenza dal signor Ambrogio Basso proto oridario del magistrato illustrissimo del Procurator (…).

 

Per un pezzo di prà a longo alla Piave de campi desisette senza piante, confina a mattino paludo di detta ragione, a mezzodì beni di detta ragione che tene al afitto l’hosto del Cavalino, a sera Piave, a monte l’illustrissimo Bembo (…).

 

Item un pezzo di terra afittata con un pezzo di horteselo de campi uno quarti uno con casa di tolla con quattro stantie, parte coperta de coppi, e parte di paglia, con un altro luocho di tolla, con facoltà far hostaria posta sopradetta la Piave in fazza le porte del Cavalin tenuta ad affitto da Battista Bon, e da me visto, come di sopra (…).

 

Item un pezzo di prà de campi otto de sotto la sudetta hostaria, andando verso il mare sottoposto ad aque, confina da due bande paludo di detta ragione, e a sera Piave, a monte hostaria sudetta.

 

Un fatto di cronaca nera

alle porte del Cavallino

 

<<Gazzetta di Venezia>>, Domenica 28 ottobre 1894

<<L’Adriatico>>, Lunedì 29 ottobre 1894

 

 

GAZZETTA DI VENEZIA, Domenica 28 ottobre 1894

Due guardie brille miseramente perite a Cavazuccherina

Cavazuccherina 25 ottobre

Già da tre anni si carteggia tra i Comuni di Burano-Cavazuccherina e la Provincia per avere un ponte sul canale cosiddetto Cassone alle porte del Cavallino. Questo ponte è assolutamente richiesto sia per facilitare i mezzi di comunicar fra i due comuni, sia in previdenza di di una disgrazia che dovea quasi inevitabilmente succedere considerando che, per passare tra una riva e l’altra ci si deve servire delle porte stesse che presentano un marciapiede di ottanta centimetri circa. Tuttavia il ponte non si potè mai ottenere, perché la Provincia vi si oppose sempre dovendo concorrere con la spesa di lire 3000 che fu ultimamente, per la riduzione del progetto, portata solo a lire 1333. Si opporrà ancora a questi progetto la Provincia quando saprà che due guardie di finanza, facendo giovedì sera quel tragitto, caddero in acqua e si annegarono?

Oggi i consiglieri di Cavazzuccherina, saputo il triste caso, mandarono al Prefetto una istanza perché si prendessero a cuore la cosa; ed io spero che presto si vedrà compiuto il lavoro che gli interessi commerciali dei due comuni e la sicurezza pubblica richiedono da gran tempo.

La morte delle due guardie avvenne così:

Giovedì sera, smontate di sentinella dalla spiaggia rientrarono in caserma al Cavallino.

Essendo senza tabacco, chiesero il permesso al brigadiere per andare a prenderlo.

In sulle prime, il brigadiere lo rifiutò dicendo che era troppo tardi; ma poscia in seguito alle insistenze delle guardie, glielo concesse.

Queste uscirono a braccetto.

Il brigadiere le seguì a poca distanza.

Acquistando il tabacco, le guardie entrarono in una osteria e bevettero mezzo litro. Nell’osteria entrò pure il brigadiere.

Dopo il primo fecero portare un secondo mezzo litro, quindi un terzo.

Prima per altro che l’oste lo portasse, il brigadiere sollecitò le guardie a ritirarsi ed uscì.

Bevuto il terzo mezzomlitro, le guardie pure uscirono e si avviarono alla caserma.

Il brigadiere le precedeva di cento metri.

Giunta alle porte (le guardie erano ancora a braccetto) una di esse batte il fianco ad un palo del ponte e precipitò nel cassone di sostegno del ponte, profondo d’acqua circa sei metri, trascinandosi dietro il compagno.

I disgraziati calarono a fondo senza emettere un grido.

Il brigadiere, il quale ad ogni tratto si voltava per accertarsi se i dipendenti lo seguivano, non vedendo alcuno, ritornò indietro.

Quando fu sul ponte, intese dei lamenti provenienti dal canale morto del Cassone.

Allora si diede a gridare aiuto e chiamare al soccorso. In un momento accorsero sul luogo uomini e donne con lumi accesi, spranghe ed uncini e si scandagliò il Cassone.

Ma ohimè! I due disgraziati furono tirati fuori cadaveri – stretti l’uno all’altro in un fatale abbracciamento!!

Si dice che siano siciliani

 

L’ADRIATICO, Lunedì 29 ottobre 1894

Grave disgrazia. Due guardie di finanza, una di 20 l’altra di 27 anni, mentre nella notte del 25 ottobre, onde recarsi alla stazione della loro brigata, stavano per passare il sostegno idraulico detto del Cavallino, usando uno stretto pancone, senza riparo, annessso alle porte del sostegno medesimo, caddero nel vaso e miseramente annegarono.

Tale sventura ora forse non si deplorerebbe se fosse stato costruito il progettato ponte di ferro attraverso quel sostegno.

Urge dunque che lo Stato, la Provincia ed i Comuni confinanti, Burano e Cavazuccherina, ci pensino seriamente, daccè il ponte in discorso sarebbe già a posto se il Consiglio provinciale si fosse deciso a concorrere – per una volta solo – nella spesa col sussidio di L. 3333 fervidamente invocato dai Municipi. Purtroppo il rifiuto di tale concorso è la causa principale di tanta disgrazia

Tariffa Porte Cavalin

 

Tariffa Porte Cavalin copia